SESHAT
La dea della scrittura e della misurazione (spesso associata a Thoth). Ideale per la gestione dei dati e dei calcoli.
La trasparenza retributiva impatta direttamente sui pilastri Social (S) e Governance (G) dell’ESG, trasformando l’equità salariale da un obiettivo etico a un parametro di performance misurabile e vincolante.
Con l’attuazione della Direttiva UE 2023/970 (Pay Transparency Directive), le aziende devono prepararsi a cambiamenti radicali che influenzano il loro Rating ESG.
Impatto sui pilastri ESG
- Social (S) – Equità e Inclusione: È il pilastro più colpito. La trasparenza obbliga le aziende a pubblicare dati sul gender pay gap (divario salariale tra generi). Se il divario supera il 5% senza giustificazioni oggettive, l’azienda deve intervenire con piani correttivi. Questo migliora i parametri di diversità, equità e inclusione (DE&I).
- Governance (G) – Integrità e Controllo: La gestione dei salari diventa un tema di governance interna. Le aziende devono definire criteri neutri e trasparenti per la progressione economica e l’attribuzione di bonus. Inoltre, cresce la tendenza a legare i compensi dei dirigenti al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità e parità di genere.
Conseguenze pratiche per le imprese
- Accesso ai capitali: Gli investitori penalizzano le aziende poco trasparenti. Un basso profilo di equità salariale può portare all’esclusione da fondi di investimento sostenibili e aumentare il costo del debito.
- Attrazione dei talenti: La trasparenza sui livelli retributivi già in fase di colloquio (vietato chiedere l’ultima RAL) aumenta la fiducia e l’attrattività del brand verso le nuove generazioni, che pongono il “Fair Pay” in cima alle priorità.
- Reporting Obbligatorio: Dal 2026/2027, le aziende con oltre 100 dipendenti dovranno produrre rapporti periodici sulle retribuzioni, rendendo i dati accessibili ai lavoratori e alle autorità.
La trasparenza retributiva è diventata un pilastro della sostenibilità aziendale, poiché integra l’equità salariale direttamente nei processi di monitoraggio e rendicontazione necessari per ottenere un punteggio ESG positivo.
Le scadenze e le modalità di calcolo per la trasparenza retributiva sono definite dalla Direttiva UE 2023/970, che l’Italia deve recepire ufficialmente entro il 7 giugno 2026.
Ecco i dettagli operativi per le imprese:
1. Scadenze per il Reporting
L’obbligo di rendicontazione (reporting) scatta in momenti diversi a seconda del numero di dipendenti: [1]
| Dimensione Aziendale | Prima Scadenza (dati anno precedente) | Frequenza Successiva |
| Oltre 250 dipendenti | 7 giugno 2027 | Annuale |
| 150 – 249 dipendenti | 7 giugno 2027 | Triennale |
| 100 – 149 dipendenti | 7 giugno 2031 | Triennale |
| Sotto i 100 dipendenti | Nessun obbligo di reporting pubblico | – |
2. Calcola il Gender Pay Gap?
Secondo le nuove regole, il calcolo non riguarda solo lo stipendio base, ma l’intero pacchetto retributivo (inclusi bonus, benefit, overtime e pensioni).
Il Gender Pay Gap medio si ottiene con questa formula:
- Calcola la media oraria lorde: Somma le retribuzioni orarie di tutti gli uomini e dividi per il loro numero; ripeti lo stesso per le donne.
- Trova la differenza: Sottrai la media femminile da quella maschile.
- Esprimi in percentuale: Dividi il risultato per la media maschile e moltiplica per 100.
Dettaglio Fondamentale: Se dal rapporto emerge un divario superiore al 5% che non può essere giustificato da criteri oggettivi e neutri rispetto al genere, l’azienda ha l’obbligo di avviare una “valutazione congiunta delle retribuzioni” con i rappresentanti dei lavoratori per correggere la disparità
3. Altri obblighi immediati (dal 2026)
Indipendentemente dal reporting, tutte le aziende dovranno rispettare nuove regole di trasparenza quotidiana:
- Negli annunci di lavoro: Obbligo di indicare la retribuzione iniziale o la relativa fascia.
- Divieto di “Salary History”: Non potrai più chiedere ai candidati quanto guadagnano nel loro lavoro attuale o precedente.
- Diritto all’informazione: I dipendenti avranno il diritto di richiedere informazioni sui livelli retributivi medi dei colleghi che svolgono lo stesso lavoro